Orizzonti Live Lab 2022 – Imparare il futuro

"Il domani appartiene a chi lo sente arrivare" (D. Bowie)

Orizzonti Live Lab 04  – Imparare il futuro

Un fil rouge che ha attraversato tutti i Live Lab dell’edizione 2022 è il tema della formazione. Dalla riforma della Pubblica Amministrazione al reskilling in azienda, dall’imprenditoria post-pandemia al mondo del counseling, la nota di fondo ricorrente dei precedenti incontri è stata la necessità di formare e/o ri-formare le risorse umane. 

È stato quindi naturale se non quasi doveroso dedicare l’ultimo incontro di Orizzonti Live Lab 2022 solo alla formazione e alla sua evoluzione in digitale. Luca Tremolada,  Data Journalist de Il Sole 24 Ore e Giancarlo Alfani founder di Io Riparto dialogano con una platea variegatissima di ospiti, i quali hanno esposto la loro idea di formazione ma soprattutto ci hanno spiegato come l’hanno  attuata e con quali risultati.

Progettare un nuovo modello di formazione

Possiamo considerare  Michele Di Blasio un veterano della formazione digitale. Dal 2015 il suo progetto Lacerba.io si occupa di formazione aziendale. In un lasso di tempo relativamente breve,  per le aziende la formazione, è passata da essere un costo a investimento che porta un ritorno nel medio termine. Secondo Di Blasio, la formazione aziendale ha bisogno di progettisti ad hoc, in grado di individuare i trend migliori da inserire nel programma formativo e inoltre, la formazione deve avvenire in maniera democratica, a tutti i livelli aziendali e non solo manageriali. 

I manager giocano un ruolo cruciale per la gestione del cosiddetto capitale umano, definizione abusata ma che in termini di formazione è quanto mai calzante. Annelise Pesa  corporate trainer e coach per Confassociazioni UK  delinea alcuni dei tratti imprescindibili di chi ha la responsabilità di valorizzare il potenziale di un team. Dei quattro cardini su cui si basa il concetto di intelligenza emotiva (consapevolezza e autoregolamentazione delle proprie emozioni, empatia e abilità sociali), Pesa pone l’accento sul primo, la consapevolezza. Il vero leader, colui che forma i suoi collaboratori tramite il suo stile e il suo modus operandi, deve essere cosciente dei propri punti di forza e di debolezza, deve avere pieno controllo delle proprie emozioni, per essere in grado di gestire anche quelle del team. Il leader che possiede intelligenza emotiva è sicuro di sé ma conscio anche della sua umanità. Autorevole e umile: i due termini non sono antitetici ma complementari.

E quando in azienda la comunicazione non è così efficace? Niente panico, entra in gioco Il facilitatore. Max Bindi  e il team de I Facilitatori  spiega che il ruolo di facilitatore non si sostituisce né a quello del manager né a quello dello psicologo: il suo compito è supportare la comunicazione nei processi e nelle attività di gruppo, ma “non decide chi fa cosa”. Piuttosto pone le condizioni per far emergere i nodi conflittuali, li identifica e porta gli individui a prendere le decisioni che poi si trasformeranno in azioni, task e procedure. 

Un bravo formatore deve essere in grado di scegliere le giuste parole per comunicare in maniera efficace. Flavia Trupia , Amministratore di Per La Retorica  nel suo pitch, con esempi estremi come il linguaggio dei dittatori, ci fa capire il potere enorme delle parole e della retorica, alla quale solitamente si da una connotazione negativa mentre altro non è che appunto, l’arte di scrivere e parlare in modo efficace. 

Di parole che aiutano a superare momento di difficoltà come quello appena trascorso in pandemia ci parla Laura Troisi Vice Presidente Branch Spettacolo Cinema Teatro presso CONFASSOCIAZIONI  la quale racconta di come la poesia abbia aiutato le persone a superare le difficoltà create dal confinamento. Tramite gli incontri virtuali organizzati assieme a Michele Afferranti, dal titolo Respiro. Incontri di OssigenoPoesia  chiunque poteva avvicinarsi al mondo della poesia e interagire con i poeti stessi. L’utilizzo della tecnologia e dei social ha prodotto un coinvolgimento di persone maggiore rispetto agli eventi in presenza.

Il classicissimo ambito della formazione linguistica, il tipico corso di inglese, è stato completamente stravolto dall’avvento dei social. Chi ha saputo cogliere con freschezza e originalità la nuova metodologia di insegnamento è Elena Stefani CEO di Speedylanguages. Cinquecentomila follower tra Instagram, Tik Tok e YouTube, una rubrica settimanale su Radio Freccia e un libro best seller in classifica sono la prova che il metodo di Elena Stefani funziona bene, anzi benissimo. Nel suo frizzante intervento scopriamo che il segreto per imparare bene l’inglese – e qualsiasi altra cosa, non solo le lingue – è l’interesse, la passione. 

Il progetto ROLS, Rompiamo le scatole illustrato da Simone Pastorelli  co-fondatore e CEO di Fattoria creativa è un ottimo esempio di formazione digitale per i più giovani. Attraverso questo progetto i ragazzi sono stimolati a produrre un pensiero critico nei confronti dei “social network”, le scatole appunto, dentro le quali vengono attirati in modo surrettizio. Fornire gli strumenti per  comprendere l’uso e il senso del digitale ai ragazzi è il primo passo per renderli cittadini digitali consapevoli.

PNRR, cyber security e transizione verde

Il PNRR è stato, assieme alla formazione, l’altro grande tema che ha attraversato tutti i Live Lab. La domanda che Luca Tremolada pone a Stefano Cianciotta, Presidente di Abruzzo Sviluppo SpA  riguarda la responsabilità della realizzazione pratica dei progetti finanziati dal PNRR. Da più parti vengono indicati come responsabili del mancato utilizzo dei fondi gli enti locali. Cianciotta risponde che il nostro Paese si porta dietro problemi stratificati da circa vent’anni: uno su tutti, la riforma della Pubblica Amministrazione. Senza un apparato statale snello e reattivo, sarà più difficoltoso portare a realizzazione i progetti con i fondi stanziati dal PNRR. Secondo Cianciotta è quindi fondamentale snellire la macchina burocratica per poter gestire i fondi del Piano di Ripresa, come è di vitale importanza il dialogo con i territori.

Il tema del gender gap è entrato nel PNRR e Azzurra Rinaldi Head of the School of Gender Economics  Unitelma ci spiega che cosa prevede il Piano per questo tema. Fortunatamente il concetto di economia di genere fa parte dell’informazione quotidiana e questo è già un piccolo ma significativo risultato. Il PNRR prevede la clausola di condizionalità, vale a dire che le aziende che vogliono accedere ai fondi devono poter dimostrare di praticare una gender equality o per lo meno di aver intrapreso un percorso per ottenerla. La certificazione aziendale per la parità di genere è un altro passo avanti nel realizzare la parità di genere ma molto resta da fare. Le buone notizie però si fermano qui, perché nel PNRR le risorse specificatamente dirette alle donne si perdono in molteplici rivoli, in quanto le donne sono considerate come tema trasversale (insieme al Sud e ai giovani).

In tema di cyber security e formazione Gaspare Aristide Silvestri CEO di Bear.IT osserva che, nonostante gli attacchi informatici stiano crescendo in maniera esponenziale, non esiste ancora una cultura aziendale che consideri la cyber security un processo aziendale a tutti gli effetti. Mancando una cultura informatica aziendale di base, quando (e non se) arriva l’attacco informatico, l’unica controffensiva parte di chi subisce l’attacco è mitigarne l’intensità.

La domanda che il nostro Luca Tremolada pone a Marco Gisotti, giornalista, divulgatore ed esperto di comunicazione ambientale, green economy e green jobs riguarda appunto il cosiddetto greenwashing, ecologismo/ambientalismo di facciata. Gisotti risponde che fare greenwashing per un’azienda è come un boomerang che ritorna indietro e crea un duplice danno: chi mente su questi temi viene immediatamente sbugiardato in rete e nel medio termine, chi non opera la transizione ambientale/energetica, ne paga direttamente le conseguenze in termini di costi e di mancata produttività. 

Nel suo intervento Gisotti accenna alla banca dati Excelsior di Unioncamere, alla quale attinge Antonio Romeo Direttore di Dintec  quando parla di competenze, anzi della mancanza delle stesse. Da un’indagine condotta da Dintec risulta che il 63% delle imprese non investe per mancanza di competenze, il che pregiudica fortemente la realizzazione effettiva del Piano di Ripresa e Resilienza. Dalla banca dati Excelsior emerge che le azienda hanno investito in competenze di comunicazione e condivisione (e-commerce, digital marketing, smart working) e in soft skill, tutte quelle caratteristiche che permettono di lavorare in modalità mista. La lettura dei dati di Excelsior, sulla base degli scenari attuali (conflitto russo-ucraino, spinta inflattiva, emergenza climatica) permette di individuare gli scenari nel medio-lungo termine per quanto riguarda la richiesta di competenze future: competenze green, lauree STEM, upskilling e reskilling del capitale umano.

L’onere e l’onore di chiudere l’edizione Orizzonti Live Lab 2022 di Io Riparto spetta a Gennaro Strever Presidente della Camera di Commercio Industria Agricoltura e Artigianato Chieti Pescara,   il quale fa il punto della situazione attuale e offre la sua visione del futuro nel medio-lungo termine.

Arrivederci a Io Riparto 2023

La Redazione di Io Riparto Live Lab vi dà appuntamento al 2023 per la quarta edizione. Io Riparto continua la sua attività sui canali social: LinkedIn, Facebook, Instagram e YouTube con approfondimenti e suggerimenti per la diffusione della cultura digitale.

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Per saperne di più

Basta con “the book is on the table”! con Everyday English. L’inglese che non impari a scuola di Elena Stefani https://www.mondadoristore.it/Everyday-English-inglese-che-Elena-Stefani/eai978880474831/  l’inglese diventa “vivo”.

L’Accademia Mondiale della Poesia e le sue attività  https://accademiamondialepoesia.com/respiro-incontri-di-ossigeno-poesia/

Notizie sull’economia circolare https://www.greenfactoronline.it/

Un progetto per sviluppare il pensiero critico dei ragazzi nei confronti dei social network https://www.rompiamolescatole.it 

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