Orizzonti Live Lab 2022 – La nuova stagione di Io Riparto

"Il domani appartiene a chi lo sente arrivare" (D. Bowie)

Il blog di Orizzonti 2022 di Io Riparto

La Redazione di Io Riparto vi dà in benvenuto su blog dedicato al progetto incluso in Repubblica Digitale,  iniziativa strategica nazionale promossa da Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Giancarlo Alfani, Founder di Io Riparto e Luca Tremolada, Data Journalist de Il Sole 24 Ore, i Blues Brothers della divulgazione digitale raccontano la diffusione delle competenze digitali nei diversi settori della vita produttiva del Paese, attraverso il format Live Lab, quattro incontri online con scadenza mensile, da febbraio a maggio 2022.

Orizzonti Live Lab 01: SMART CITIES, SMART LIVING

La terza edizione di Io Riparto è stata chiamata Orizzonti non a caso. Per la prima edizione del 2020 il nostro orizzonte era limitato: siamo rimasti prudentemente “sotto costa” raccontando le storie di chi non si è fermato durante la pandemia. Con la seconda (2021) abbiamo ampliato l’orizzonte e abbiamo navigato in acque sicure e abbiamo affrontato il tema della Digital Transformation con un occhio di riguardo per l’inclusione digitale. 

La terza edizione, ORIZZONTI, si spinge in acque aperte e punta verso e oltre l’orizzonte del mondo digitale. Teniamo la barra del timone ben salda verso il primo appuntamento dal titolo SMART CITIES, SMART LIVING.

Il tema della digitalizzazione nella Pubblica Amministrazione e di come cambia il rapporto con i cittadini e la P.A. è stato il punto di partenza per i nostri talker che hanno condensato nei 300 secondi a loro disposizione il loro punto di vista. Dalle loro storie sono emersi temi comuni pur nella diversità delle loro esperienze e del loro background.

Parola d’ordine: formazione

Il primo elemento che emerge da questi incontri compendiosi ma densi di contenuti è che nel nostro Paese esiste ancora una resistenza da parte delle aziende a realizzare una realtà digitale che possa dialogare con le Pubbliche Amministrazioni a livello locale e governativo. Antonio Tonini,  Direttore Servizi alle Camere di Commercio di Infocamere dichiara che solo il 22% delle imprese italiane sono collegate direttamente alla P.A. e che solo il 50% dei comuni italiani ha attivato procedure digitali per la gestione dei rapporti con cittadini e imprese. 

Sono numeri che portano a pensare che, di pari passo con la realizzazione di infrastrutture e servizi, sia necessaria un’alfabetizzazione informatica di base, sia per chi eroga il servizio che per chi lo riceve. In altre parole serve una classe dirigente orientata al digitale e propensa al salto di paradigma e un singolo utente stimolato all’acquisizione di tali competenze al fine di creare un cittadino formato e in-formato, che in ultima analisi sarà un cittadino più responsabile. Un impegno consistente in questa direzione è portato avanti dalle Camere di Commercio con l’istituzione dei PID, Punti Impresa Digitale, come illustrato da Tosca Chersich,  dirigente dell’Area Promozione della Camera di Commercio Chieti-Pescara che fornisce sostegno concreto alle aziende in termini di mappatura digitale, erogazione di fondi per infrastrutture digitali e per la formazione.

Si delinea quindi un tema fondamentale per la diffusione della “cultura in digitale” tout court: la formazione. A questo proposito è particolarmente interessante l’esperienza riportata da Stefano Potortì,   presidente di Confassociazioni UK il quale ci racconta che nel Regno Unito il processo di digitalizzazione della P.A. è partito nel lontano 2011 (solo solo undici anni ma in termini di evoluzione informatica equivalgono a ere geologiche) con la strategia “digital by default”  con la quale la pubblica amministrazione si è digitalizzata e dialoga con l’utenza usando un approccio down-top, cioè con soluzioni digitali agili (basti pensare che da oltre 2000 siti internet di P.A. si è arrivati dopo un anno ad un portale unico) che sono affinate e rese più performanti grazie ai suggerimenti forniti dagli utenti finali stessi (from down to top e non calate dall’alto).

La formazione e la semplificazione digitale sono l’argomento del pitch di Andrea Violetti, Vice Presidente di Confassociazioni con delega all’Agenda Digitale, il quale sottolinea che il PNRR prevede una quota marginale da destinare alla la formazione, a fronte del non certo lusinghiero 20 posto dell’Italia nell’indice DESI . Nel suo libro Rilanciare l’Italia digitale facendo cose semplici auspica la creazione dell’Informatico Condotto, ricalcato sull’idea del medico condotto, una figura che sia in grado di fornire le competenze di base a quella parte del capitale umano che, per i motivi più vari (età, condizioni svantaggiate, inaccessibilità di risorse) rimane escluso dalla fruizione dei servizi informatici.

La formazione del cittadino digitale è anche lo scopo di Skills Build, la piattaforma gratuita creata da IBM per fornire gli strumenti adatti a rendere ogni utente della rete autonomo e consapevole. Floriana Ferrara,  Corporate Social Responsibility Leader in IBM fa presente che solo i suoi MOOC offrono ben settemila (avete letto bene, settemila) corsi gratuiti seguiti da utenti maggiormente nella fascia under 18 cioè i nativi digitali. L’auspicio è di incrementare la quota di utenti “senior” (dovremmo chiamarli tardivi digitali ma forse è meglio definirli “migranti digitali”) i quali hanno sicuramente più bisogno di acquisire una dimestichezza di base con il mondo digitale ma non riescono ad accedere alle risorse. Come ha osservato Luca Tremolada, esistono i corsi ma mancano (per ora) gli studenti: una riflessione da fare in merito è su come far sì che chi è “digitalmente svantaggiato” possa avvicinarsi sua sponte alle immense risorse disponibili in rete per la self tuition. Sulla scia di questo pensiero si inserisce l’intervento di Pina Lalli, docente in sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università di Bologna,  la quale mette in guardia l’utenza, soprattutto quella digitalmente più “debole” dalle strategie non esplicitate e dall’orientamento più o meno occulto dei grandi oligopoli digitali, i cosiddetti GAFAM (Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft). Pina Lalli invita ad approfondire competenze culturali e simboliche per poter sfruttare al meglio le enormi potenzialità che il web può dare.

Una miniera (di dati) poco sfruttata

Il secondo dato è stato l’interoperabilità dei dati, cioè la capacità di due o più sistemi di scambiare informazioni, di incrociarli e di darne una interpretazione corretta. Aldo Cristadoro, CEO della società di Data Intelligence INTWIG nel corso della recente pandemia ha riscontrato che la Pubblica Amministrazione “siede su una montagna di dati che non sfrutta appieno” essenzialmente per due motivi: il primo è l’abitudine a studiare i dati sempre nello stesso modo, il secondo per mancanza di quella che definisce “la cultura del dato” cioè lo studio del contesto in cui i dati sono inseriti. Una maggiore consapevolezza del dato e del suo utilizzo potrebbe essere uno dei punti di forza, per le P.A. come per le aziende, per migliorare la vita dei cittadini. 

L’interoperabilità dei dati ha come conditio sine qua non la presenza di una rete che ne permetta la circolazione. Sulla scarsa inclinazione del nostro Paese a fare sistema riflette Gianni Dominici, Direttore Generale del Forum P.A. in relazione all’imperdibile opportunità offerta dal PNRR che rischia di essere percepito come un adempimento come tanti e che non possa essere “scaricato a terra” per mancanza di adeguata organizzazione sia a livello centralizzato che a livello locale. Dominici individua nella “città” il soggetto più adatto a portare a destinazione i fondi del PNRR in quanto organismo più vicino all’utente finale. L’ampliamento del concetto da città smart (smart city) a territorio smart (smart land) è il focus dell’intervento di Angelo Di Gregorio, direttore del CRIET dell’Università di Milano-Bicocca.  La realtà territoriale italiana è formata da realtà medio-piccole che non hanno le potenzialità dei grandi centri urbani, per cui diventa fondamentale mettere in rete le informazioni di una pluralità di soggetti e avere dati omogenei e facilmente gestibili da condividere. 

Cosa cambia con il Data Act europeo

Pochi giorni prima del Live Lab 01,  la Commissione Europea ha presentato una proposta di legge che mira a creare un mercato unico digitale dei dati europeo. La ratio alla base della proposta è porre le aziende principalmente, ma anche i singoli e le P.A. in posizione paritaria rispetto alle grandi piattaforme esterne all’Unione Europea (IBM, Amazon ecc.)  che trattano i nostri dati. La legge permetterà alle PMI e non solo alle grandi realtà, di avere un maggiore potere contrattuale nei confronti dei grandi fornitori di cloud, di avere il possesso e la sovranità dei propri dati. La circolazione dei dati porta a una questione centrale e cioè la loro protezione. Filiberto Brozzetti,  docente di Diritto Digitale e Tutela dei dati presso la Luiss Guido Carli di Roma  ribadisce quanto esposto in termini di necessità di interoperabilità dei dati e di flussi che comunicano tra loro: senza queste due premesse non è possibile garantire sicurezza. Brozzetti ritiene che sia strategico intervenire sull’aspetto hardware della protezione dei dati, formulare tutele e guarentigie per tutte le infrastrutture esistenti e future. Non è possibile garantire una protezione del dato immateriale senza un’adeguata infrastruttura fisica a supporto.

Per saperne di più

Qualche suggerimento per approfondire alcuni degli argomenti trattati nella prima diretta di Orizzonti Live Lab 2022, Smart Cities, Smart Living.

Il libro di Andrea Violetti e Angelo Deiana Rilanciare l’Italia digitale facendo cose semplici,Giacovelli Editore, 2021  https://giacovellieditore.com/rilanciare-l-italia-digitale

Corsi di “consapevolezza informatica” gratuiti sulla piattaforma SKILLS BUILD di IBM: https://skillsbuild.org/it    

Qualche informazione in più sul Data ACt Europeo, in italiano: https://www.agendadigitale.eu/cittadinanza-digitale/data-management/eu-data-act-proposte-per-un-mercato-unico-dei-dati-opportunita-e-ostacoli/ in inglese:
https://www.ceps.eu/ceps-publications/the-eu-data-act/

Sull’ingerenza dei GAFAM in campo finanziario (e non):
https://www.internazionale.it/opinione/pierre-haski/2021/05/04/giganti-tecnologici-potere
https://valori.it/big-tech-oligopolio-gafam/

Verso il Live Lab 02 - La digitalizzazione in cifre

Vi aspettiamo il 25 marzo 2022 dalle ore 10 sulla piattaforma dedicata per parlare dello stato della digitalizzazione con Giancarlo Alfani, Luca Tremolada e numerosi ospiti. Vi aspettiamo numerosi! Ecco il link per iscriversi gratuitamente all’evento: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-iscrizione-orizzonti-live-lab-2022-265029940687

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